Sono tornata nella mia stanza di ragazza per cercare quel libro che mi aveva lasciata turbata e pensierosa tanti lustri fa. Uno di quei libri che ti ricordi nitidamente: rammenti i colori della copertina, dov’eri quando lo leggevi e le sensazioni che sedimentavano nell’anima sfogliandolo.
In quel libro c’era già tutto: la paura del contagio, il fastidio per il diverso, la spietatezza, le restrizioni, l'anonimato dei protagonisti individuabili solo per il loro ruolo (il medico, la moglie ecc), la bestialità dell’uomo e la banalità del male, ma anche la speranza di una resistente e salvifica solidarietà.

I più fantasiosi, con inconsapevole ironia, lo chiamano il foglio "vai via"

Dicono proprio cosi: "mi hanno dato il vai via" sia che si tratti di un vero e proprio decreto di espulsione sia che gli sia stato notificato un più banale ma ugualmente allarmante rifiuto (oppure in certi casi addirittura revoca ) del titolo di soggiorno.

In teatro è più difficile. Ci si espone di più, non c'è l'anonimato della piazza a proteggerci e ci si vincola ad orari e posture.

Ma la sala si è riempita comunque.

Avevamo pensato questo incontro aperto alla cittadinanza subito dopo la manifestazione del 28 novembre 2019, quando migliaia di sardine si erano raccolte e strette in piazza de Ferrari, per dare seguito e risposta al gioioso stupore di essersi riscoperti comunità solidale, pacifica, democratica e antirazzista.

In fondo è l’unica cosa che chiedono. Come quando si va da un medico e si aspetta che esamini analisi e referti e che sollevi finalmente lo sguardo dalle carte e ci dica che va tutto bene o che comunque esiste una medicina per guarire.
Speranza, non si chiede di più quando si entra nello studio di un medico. O di un avvocato.

Una rivoluzione mite. Come l’ha definita don Francisco mentre offriva la sua testimonianza dall’altare della basilica dell’Annunziata. Il fatto che quasi tremila cittadini genovesi decidano di iniziare l’anno ascoltando parole di giustizia all'interno di una chiesa e partecipino sorridenti alla marcia per la pace organizzata dalla comunità di San Egidio, in questi tempi cupi di odio e insofferenza, ha il fascino irresistibile di una magia. E la forza di una rivoluzione.

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